martedì 30 maggio 2017

Chi controlla cosa vediamo sui "social"?


"Social network" sempre più sinonimo di aggregazione familiare e comunicazione virale, ormai anche i nostri adorati nonni si divertono a guardare le nostre foto e video. Ma quando qualche utente posta un’immagine o video inappropriata chi lo controlla?
Da una ricerca fatta si è scoperto che le grandi società di comunicazione assoldano migliaia e migliaia di esseri umani, per lo più in zone povere del nostro emisfero per risparmiare sui salari, che ogni giorno controllano ripetutamente video e immagini di utenti che in realtà vogliono trasmettere in Rete solo deturpazioni, suicidi, omicidi, maltrattamenti su bambini e animali, scene di razzismo e bullismo che secondo “il loro parere” possono essere interessanti per l’umanità.
Ogni giorno per otto o dieci ore con continui turni un individuo controlla immagini e video e li cancella per non farli arrivare a noi, a volte deve anche bloccare gli utenti che con il loro comportamento possono risultare troppo pericolosi per ciò che postano anche a livelli di contenuti, tipo quelli dei vari estremisti di qualsiasi genere che impazzano sulla Rete inneggiando a stermini, omicidi e catastrofi di vario genere.
Si racconta che queste persone non riescano a resistere più di 5 o 6 mesi in questa attività di moderatori dei contenuti e che lascino il loro lavoro perché non ce la fanno più a gestire ciò che vedono e sentono tutto il giorno, molto spesso in tali aziende i lavoratori vengono assistiti da psicologi che li aiutano a gestire tutto ciò che di orrendo passa sotto i loro occhi quotidianamente.
Ma anche noi nel nostro piccolo possiamo segnalare ai social network contenuti o utenti che pubblicano cose che possono disturbare la nostra sensibilità, perché anche noi facciamo parte di questa community mondiale e possiamo/dobbiamo cercare di cambiare le cose fermando questi individui che girano come cellule impazzite ed “esportano” solo odio e crudeltà sui nostri schermi a cui possono accedere, e lo ricordiamo, anche i nostri bambini. La condivisione, la comunicazione e anche l’informazione che girano in Rete è tanta e variegata, alcune cose vanno diffuse ma non mi dite che sia “di vitale” importanza diffondere il video, ad esempio, di un animale che viene maltrattato, perché questo, secondo la mia opinione, è solo spazzatura che turba le nostre anime e nulla più.

Patrizia Caprioli

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