sabato 24 dicembre 2016

Il Miracolo della Natività (Ultima parte)




Ora la capanna era vuota il Piccolo dormiva e Maria giaceva quietamente sul suo soffice letto di paglia. Il Bambino appena nato era così fragile e indifeso e già tutto il mondo sembrava sapere e gioire della sua nascita. Giuseppe rientrò e si sedette a fianco della moglie: insieme vegliarono il respiro lieve della Creatura. L’emozione e la stanchezza della notte cominciarono a svanire piano piano: la lampada scricchiolava nella debole brezza; gli armenti si muovevano lievemente nella stalla per non disturbare il Bambino dormiente. Maria, Giuseppe e il loro Bambino, Gesù, poterono finalmente riposare in pace. 


Bibliografia: Storia tratta da Tempo di Natale. 1985 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano.

venerdì 23 dicembre 2016

Il Miracolo della Natività (Quinta parte)




Al di sopra delle colline, altri viaggiatori avevano intrapreso la strada per Betlemme: tre uomini saggi, dalle loro lontane contrade dell’Est avevano seguito la luce scintillante della stella cometa; essa diceva che era nato un Bambino che sarebbe diventato Re d’Israele, un Re il cui Regno non avrebbe mai avuto fine. Essi viaggiarono per mesi e mesi e infine raggiunsero la capanna di Betlemme e trovarono il Piccino. Scesero dai loro cammelli e si genuflessero ad adorare il Bimbo Divino. Sapevano che Egli era il più grande e potente di tutti i re della terra. I saggi recarono ricchi doni: oro, incenso e mirra, in preziosi scrigni cesellati d’oro e tempestati di pietre preziose. Resero grazie al Bambino per essere nato, onorarono Maria, la madre che l’aveva dato alla luce, e Giuseppe, che l’aveva aiutata e protetta. Poi ripresero le loro cavalcature per andare a diffondere la buona novella, per raccontare a tutto il mondo la grandezza del Piccolo Re che avevano appena visto.


Bibliografia: Storia tratta da Tempo di Natale. 1985 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano.

giovedì 22 dicembre 2016

Il Miracolo della Natività (Quarta parte)




Osservando le loro greggi, i pastori sentivano il freddo gelido della notte ventosa. Pareva loro interminabile e non riuscivano a lavorare. Seduti attorno al fuoco, tutti insieme, parlavano a voce bassa, si muovevano avanti e indietro, cercando di raggruppare i greggi, o fissavano la buia sommità delle colline, come alla ricerca di non so che. Sentivano che stava per succedere qualcosa… Poi quasi all’improvviso, il vento cadde e un grande silenzio li avvolse. Anche gli animali tacevano. Ogni uomo avvertì dentro di sé una grande gioia, una felicità nuova. Mentre si guardavano l’un l’altro, una luce scintillante inondò le colline, illuminando ogni cosa con il suo splendore dorato. Una voce profonda echeggiò attraverso le valli: « Non abbiate paura! Vi porto una notizia che recherà gioia a ogni uomo e donna sulla terra. A Betlemme è nato un Messia, il Salvatore, per redimere il suo popolo dal peccato. Troverete il Divino Bambino in una mangiatoia, dentro una povera stalla». E mentre l’eco di queste parole danzava attraverso le colline e le valli, il cielo si riempiva di stelle. In lontananza, sopra Betlemme, apparve un’enorme stella scintillante, la più grande e luminosa di tutte le altre. Seguendo la luce di quella stella avrebbero trovato il Divino Bambino: i pastori sapevano questo, aspettavano questo. Si dicevano l’un l’altro:« Andiamo ad adorare il Re Bambino». Tutti insieme si precipitarono giù dalle colline: alla vista del Piccolo, fragile Neonato, i pastori provarono un senso di stupore e meraviglia. Essi sapevano che non era un Bambino come tutti gli altri, sapevano che quella Creaturina aveva riempito il cielo di stelle e aveva fatto cessare il vento. Si inginocchiarono accanto alla mangiatoia nella quale Maria aveva adagiato il Piccolo e lo onorarono, portandogli il dono per loro più prezioso: un agnellino.



Bibliografia: Storia tratta da Tempo di Natale. 1985 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano