mercoledì 31 agosto 2016

Conserviamo le conserve!


In questo vecchio post, abbiamo parlato di marmellate e confetture, oggi vediamo qualche piccolo consiglio su come sterilizzare e conservare al meglio i nostri “barattoli”!! Spesso le indicazioni da seguire sono espressamente citate sulle ricette delle preparazioni, ma in linea di massima eccovi alcuni suggerimenti che possono sempre tornare utili:

- Cercate di riempire i barattoli quasi fino all’orlo, poiché durante la sterilizzazione tenderanno a diminuire di volume;

- Usate sempre contenitori di vetro, puliti e con la chiusura ermetica, non utilizzate mai gli stessi tappi, ma cambiateli ad ogni preparazione;

- La pentola in cui sterilizzerete i barattoli deve essere capiente e alta, l’acqua, infatti dovrà coprire i contenitori per circa 10 cm;

- Sul fondo della pentola, posizionate una grata o dei pezzi di legno, in modo tale che i vasi non possano rompersi;

- Avvolgete i vasetti con dei vecchi strofinacci puliti, in modo tale che durante il processo di sterilizzazione non si rompano, sterilizzate sempre vasi della stessa dimensione;

- Al momento del bollore dell’acqua che non dovrà mai essere forte, abbassate la fiamma, coprite la pentola con il coperchio e lasciate sobbollire per il tempo necessario, spesso si parla di una mezz’ora;

- Trascorso il tempo, spegnete il fuoco e togliete l’acqua dalla pentola con l’aiuto di un mestolo (fate attenzione a non scottarvi), inoltre evitate il più possibile di “toccare” i vasi, in questa fase, infatti, è molto probabile che si possano rompere;

- Tirate fuori i vasetti, metteteli a “testa in giù” per creare il sottovuoto, copriteli con una coperta e lasciateli raffreddare, fate attenzione alle correnti d’aria e alle superfici fredde, anche in questo caso i barattoli si potrebbero rompere;

- Preparate le etichette con il nome del contenuto e la data di preparazione, attaccatele ai barattoli una volta raffreddati e asciutti;

- Accertatevi sempre del tempo di conservazione della preparazione, di solito qualche mese;

- Conservate i barattoli in un luogo fresco e asciutto, una volta aperti, teneteli in frigorifero e consumate le preparazioni nel giro di pochi giorni.



Bibliografia: I Tris, conserva, cucina, congela. la verdura di primavera-estate di Gianna Montecucco Rogledi, Longanesi & C.

martedì 30 agosto 2016

Favole..

..mai così attuali...

".. Mi riempirono di terra, e questo per una teiera è proprio come essere sepolta, ma nella terra piantarono un bulbo: chi ve lo mise, chi lo donò io non venni mai a saperlo: fu un compenso per le foglie cinesi, per l’acqua bollente, per il manico e il becco rotti. Il bulbo rimase nella terra, fu dentro di me, e diventò il mio cuore, il mio cuore vivo, come non ne avevo mai avuto prima. Dentro di me c’era la vita, c’era la forza, c’era l’energia, il polso batteva, e il bulbo mise fuori dei germogli: pensieri e sentimenti stavano per farlo scoppiare, ma poi sbocciarono in un fiore. Io lo vidi, lo sostenni, dimenticai me stessa nella sua bellezza: che benedizione poter dimenticare se stessi negli altri!"..


La teiera, Hans Christian Andersen, Fiabe, introduzione di Gianni Rodari. ET Einaudi.

lunedì 29 agosto 2016

Si riparte..con un "pizzico" di dolcezza


Si riparte, a fatica e con il cuore altrove ma si riparte..

Sapevate che l’acqua melata, tanto in voga qualche decennio fa non era altro che l’acqua che veniva ricavata dal lavaggio dei favi dopo l’estrazione del miele? Veniva venduta come “surrogato” del miele stesso, visto che quest’ultimo aveva un prezzo troppo alto, oggi viene spesso indicata come ingrediente, nei dolci tradizionali e può essere preparata in casa diluendo una piccola quantità di miele, ormai presente in tutte le case, con dell’acqua.


Bibliografia: :“L’Enciclopedia della cucina Italiana, Piccola Pasticceria”, volume 13. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006.

venerdì 26 agosto 2016

Per ora, va così..


Come mi è capitato di dire più volte, nello scrivere riesco a versare tutte le mie emozioni, ho sempre trovato un non so che di catartico nelle parole, esse mi hanno sempre accompagnato nelle vita, nei momenti belli ed in quelli brutti, in questi giorni però è difficile trovare parole giuste per dire ciò che provo e ciò che penso.. Vi chiedo scusa, ma anche oggi faccio fatica ad affrontare la “normalità” , non è mai capitato, in questo anno insieme di aver saltato un solo post, ma sinceramente stavolta accuso molta pesantezza e dolore, ci sono tante, troppe parole in giro e sento l’esigenza di starmene per qualche giorno in silenzio, per ora, va così…

giovedì 25 agosto 2016

The day after




Dopo il terremoto

Tra le tende dopo il terremoto
i bambini giocano a palla avvelenata,
al mondo, ai quattro cantoni,
a guardie e ladri, la vita rimbalza
elastica, non vuole
altro che vivere.


               Gianni Rodari



 





Foto: Letizia Chilelli, uno degli angioletti della mia collezione.


mercoledì 24 agosto 2016

Il "rumore" di "certe" parole....

Terremoto nel Centro Italia, 24 Agosto




Quando una disgrazia è accaduta e non si può più mutare, non ci si dovrebbe permettere neanche il pensiero che le cose potevano andare diversamente o addirittura essere evitate: esso infatti aumenta il dolore fino a renderlo intollerabile. Arthur Schopenhauer


martedì 23 agosto 2016

Per la preparazione della frutta "sotto spirito"...


Per preparare dell’ottima frutta "sotto spirito", usate alcool alimentare con gradazione medio-alta, poiché l’acqua contenuta nella frutta quando si mescola all’alcool, abbassa la gradazione alcolica di quest’ultimo compromettendo la bontà e la “croccantezza” della frutta.


Bibliografia: :“L’Enciclopedia della cucina Italiana, Frutta e Dolci al cucchiaio”, volume 12. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006.