martedì 31 maggio 2016

E se il matrimonio "salta"?


Potrebbe capitare, spesso inaspettatamente, che il matrimonio per motivi più o meno gravi possa non essere più celebrato. Che si fa?
La prima cosa, se le partecipazioni sono state inviate, è quella di “bloccare” il tutto il prima possibile, per evitare di creare ancora più caos tra gli invitati, basterà armarsi di tanta pazienza e con la lista degli ospiti alla mano si procederà a telefonare alle persone più care, mentre per tutti gli altri è indicato un telegramma o un biglietto, con i quali si darà annuncio che il matrimonio non verrà più celebrato; ovviamente, i regali già ricevuti, andranno, giustamente restituiti a chi li ha portati o inviati. Inoltre, non dimenticate mai, che la parola da tener presente in una situazione come questa è discrezione, si eviti il più possibile di dare spiegazioni o peggio ancora, “dispensare” e “palleggiare” colpe dell’accaduto da una parte all’altra della coppia e delle relative famiglie.

E se le nozze subiranno solo una “variazione di data”?
In questo caso, sempre celermente e sempre tramite telefono, telegramma o biglietto verrà comunicata la nuova data della celebrazione del matrimonio, anche qui, possibilmente, senza addentrarsi sul perché dell’accaduto, inoltre non va dimenticato di comunicare, se diverso da quello precedentemente indicato , il nuovo indirizzo del luogo dove verrà celebrato il matrimonio e del posto dove si terrà l’eventuale banchetto.

lunedì 30 maggio 2016

Matematica!



"Conta i fiori del tuo giardino, non le foglie che cadono". Romano Battaglia


Foto: Letizia Chilelli

domenica 29 maggio 2016

Voglia di mare!




Ennesimo fine settimana di pioggia qui al Nord.. non resta che “tuffarsi” nei ricordi della scorsa Estate!
Buona Domenica!!!


Foto: Chilelli Letizia, spiaggia di Marotta (PU)

sabato 28 maggio 2016

Cala il sipario... tutto tace


E’ sceso il sipario sulla vita di Giorgio Albertazzi, un uomo che ha fatto del teatro il suo essere, io, oggi, in punta di piedi, voglio ricordarlo con una frase, sul teatro, di Marcello Mastroianni:

Il teatro è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola.

Ciao Giorgio...

venerdì 27 maggio 2016

Tutta l'amicizia..in una cialda!


Sorpresa! Oggi è il tuo Compleanno..

Qui sul blog hanno imparato a “conoscerti” per alcune tue ricette, io ho l’onore di averti come la più cara delle amiche!!!!
Oggi, ti dedico io una ricetta.. perché se tu fossi un biscottino, saresti proprio una cialda, dolce, tenera, che sa di estate e di sole, proprio come il tuo carattere; inoltre le note di arancia ci ricordano quanta strada abbiamo fatto insieme e quanta ancora ne faremo!

Goditi queste cialde croccanti al profumo di arancia, amica mia!

Ingredienti:

70 grammi di farina;
90 grammi di burro a temperatura ambiente;
70 grammi di zucchero;
70 grammi di zucchero di canna;
0,5 dl di liquore all’arancia (che può essere sostituito da 1 dl di succo di arancia)

Preparazione:

Riducete il burro a pezzettini e mettetelo in una terrina insieme allo zucchero e allo zucchero di canna e lavorate il tutto aiutandovi con un cucchiaio di legno. Incorporate poco alla volta il liquore, fino ad ottenere un composto ben amalgamato, unitevi, in fine, i 70 grammi di farina. Foderate la leccarda del forno con la carta da forno, mettete il composto precedentemente preparato in una sacca da pasticciere e formate tanti dischi ben distanziati l’uno dall’altro. Con l’aiuto di una spatola, stendete i dischi portandoli ad uno spessore di circa 2 mm. Preriscaldate il forno a 200 gradi ed infornate le cialde per 5 minuti circa. Trascorso questo tempo, togliete le cialde dal forno, staccatele subito dalla carta forno e mettetele a raffreddare su di una gratella. Ottime servite con della cioccolata, ma anche da “sgranocchiare”, coperte di zucchero a velo, come un gustoso fine pasto!

Prima di concludere, carissima Marzia, ti lascio questo "regalo", rinnovandoti ancora i miei auguri per il tuo Compleanno… ti voglio bene!

“Non c’è distanza che possa separare una vera amicizia..forti legami rimangono e sfidano il tempo..perché hanno una sola casa: il cuore..” Colette Haddad



(Bibliografia: Ricetta rivisitata tratta da:“L’Enciclopedia della cucina Italiana, Piccola Pasticceria”, volume 13. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006)

giovedì 26 maggio 2016

Misura, Eleganza e Gusto rovistano nel Baule della Tradizione


Misura, Eleganza e Gusto, sono andati in “missione” tra i bauli della tradizione ed hanno scoperto alcune piccole curiosità sulle superstizioni che da generazioni hanno accompagnato, accompagnano e accompagneranno tutti i matrimoni:

- Contrariamente a quanto si pensa, tutti i mesi sono favorevoli al matrimonio eccetto Maggio, alcuni giorni di questo mese, però sono particolarmente favorevoli: il 2, il 4, il 13 e il 23;
- Per essere fortunato un matrimonio non va mai celebrato dopo il tramonto;
- Né di Venere, né di Marte non si sposa… Secondo la tradizione infatti Venerdì è il giorno in cui secondo la cabala furono creati gli spiriti cattivi, mentre il Martedì è dedicato a Marte dio della guerra, in altre parti d’Europa, soprattutto in Norvegia e Inghilterra i matrimoni vengono però celebrati proprio il Venerdì, giorno dedicato alla dea Venere, la dea dell’amore, giorno quindi fortunato per eccellenza;
- Un piccolo diamante “indossato”, durante la funzione, al polso sinistro (anche se come abbiamo visto sarebbe meglio evitare di indossare bracciali) conserva l’amore coniugale, l’importante è però che sia stato regalato;
- La pioggia durante il matrimonio è portatrice di gioia, fortuna e abbondanza, ecco il perché del detto “Sposa bagnata, sposa fortunata”;
- Suonare il clacson al “corteo nuziale” porta fortuna, allontana le “energie negative” poco propizie per il matrimonio, anche se in realtà il Galateo lo sconsiglia vivamente;
- Per garantire agli sposi ricchezza e gioia, alla loro uscita dalla Chiesa o dal Comune è bene lanciare oltre al riso, monetine e confetti;
- Porta sfortuna agli sposi e all’invitato rifiutare o non mangiare una fetta di torta nuziale;
- La sposa deve varcare la prima volta la soglia della sua futura casa in braccio al marito. Tradizione questa, ripresa dagli antichi Romani che facevano tutto ciò per evitare che la sposa inciampasse nell’abito varcando la porta, presagio questo infausto poiché stava a significare che le divinità della casa non la volevano accogliere.

Prima di lasciarci, credo però sia doveroso ricordare che.. tutte le ragazze, di tutte le epoche, siano state esse principesse o semplici dame hanno sognato il loro matrimonio con il tanto amato principe azzurro… Credo, oggi più che mai, in barba a tutte le tradizioni e a tutte le superstizioni, che sia solo l’amore incastonato in un cuore puro e semplice donato dalle principesse o dalle semplici dame al cuore del principe azzurro che ci permette di continuare a sognare, per sempre.