giovedì 31 marzo 2016

Le "fate madrine" ed il "consigliere" narrano che...



Eleganza, Misura e Gusto hanno “curiosato” tra le tradizioni del fidanzamento e ci narrano che spesso oltre al diamante (simbolo di un legame granitico) è possibile trovare altre pietre da incastonare nell’anello destinato ad essere regalato alla propria fidanzata, tutto dipende dal gusto personale della propria dolce metà ma anche dal significato che si vuole dare al regalo ed in questo, ci aiutano, appunto le pietre preziose.
Come non ricordare ad esempio il bellissimo anello, appartenuto a Lady Diana e donato da William alla sua Kate? In questo caso, oltre al valore affettivo dell’oggetto, lo zaffiro, perché di questo si tratta, con il suo blu inteso sta a testimoniare la fedeltà dei futuri sposi con la conseguente durevolezza del proprio legame. Un significato simile è attribuito anche all’acquamarina. Altra pietra usata spesso è lo smeraldo, spesso scelta poiché richiama il colore degli occhi della sposa, inoltre il suo colore ci riporta alla speranza, speranza di una lunga vita insieme. Anche il rubino, una volta “confinato” ad essere il “primo gioiello di una bimba” (famosi per le bimbe degli anni ’70-’80 erano i cosiddetti “rubinetti”, piccoli anellini con incastonato appunto un rubino), entra prepotentemente nella classifica delle pietre regalate per il fidanzamento, il suo rosso evoca infatti passione ed amore “rosso fuoco”, simbolo incontrastato di amore giovane e da scoprire.
Come avete visto, queste sono alcune delle pietre utilizzate per il famoso anello di fidanzamento, ma nessuno vieta di scegliere di utilizzare altre pietre, dopotutto, parafrasando una famosissima citazione: I diamanti saranno pure i migliori amici delle donne.. ma portare al dito una pietra accuratamente scelta che racconta tutta la nostra storia e simboleggia il nostro amore “di coppia” resta, almeno per la sottoscritta, un gesto con un valore veramente inestimabile!

mercoledì 30 marzo 2016

Ci siamo fidanzati!


Effettivamente questa è una frase che, in questi ultimi anni, viene pronunciata sempre meno, sono infatti pochissime le coppie che scelgono effettivamente di festeggiare il fidanzamento in famiglia! Ma se voi siete tra queste (e diciamocelo, fate bene!) eccovi qualche piccolo suggerimento: questo sarà il momento in cui si incontreranno i consuoceri e i suoceri, sarà per loro la prima volta, cercate, quindi di giocare su un terreno “neutro”, un pranzo o una cena in un bel locale andrà benissimo, va assolutamente ricordato che questo incontro deve essere organizzato dai genitori dello sposo. Durante questa fase è da tener ben presente che questo è l’attimo in cui i genitori della futura sposa “affidano” la loro preziosa “bambina” (per i genitori non cresciamo mai!) al futuro genero, occhio quindi a come ci si muove, l’essere se stessi è sempre la carta migliore da giocare, insomma, in poche parole presentatevi per quello che siete, anche perché le bugie, come si sa, fanno poca strada..
Preparate questo incontro con tranquillità, evitate di viverlo come un esame. Questo consiglio, evidentemente, vale per tutti e due i futuri sposi: se per il fidanzato lo scoglio da superare è quello del futuro suocero, la fidanzata dovrà superare quello della futura suocera…
Come dicevo, organizzate tutto senza però avere l’ansia di tenere tutto sottocontrollo, cosa questa molto controproducente, vediamo quindi come ci si organizza:

il fidanzato farà recapitare alla fidanzata, al mattino, un delicato mazzo di fiori bianchi (anche se io punterei su qualcosa di colorato, molto tenue, ma colorato!) che lei porterà con sé durante il pranzo o la cena, e dovrà assolutamente ricordare l’anello! Inoltre se la famiglia dello sposo ha il classico “gioiello di famiglia” sarà questo il momento in cui verrà donato alla futura moglie del figlio;

la fidanzata sceglierà come regalo per il suo “lui” un orologio o un paio di gemelli, che donerà dopo aver ricevuto l’anello, inoltre, il giorno dopo l’incontro, la famiglia della sposa farà recapitare alla futura suocera un bel mazzo di fiori come ringraziamento per la serata.

Come già più volte raccomandato, siate naturali e non “ingessati”, cercate di trovare argomenti piacevoli ma soprattutto ricordate che la perfezione non è di questo mondo e il non essere perfetti ci rende sicuramente più simpatici!

martedì 29 marzo 2016

Eleganza, Misura e Gusto, le due "fate madrine" più un "consigliere"del Matrimonio!


29 Aprile 2011, una data che passerà alla storia, una data che ha consegnato alla Monarchia Britannica la futura Regina, ma che ha consegnato a noi donne comuni, “della porta accanto” un nuovo sogno….
Proprio così, davanti agli occhi di tutto il mondo, la “borghese” Kate è entrata nell’Abbazia di Westminster come Miss Middleton e ne è uscita come la Principessa Catherine Elizabeth, Duchessa di Cambridge.
Alzi la mano chi dal momento in cui è stata data la notizia della data del Matrimonio Reale, non ha pensato almeno per un secondo: come sarà l’abito di Kate?
In pochi minuti, infatti, da una parte all’altra del Pianeta si è scatenato un vero e proprio “toto-abito”… l’attesa è stata lunga, ma a mio modesto parere ben ripagata:la Principessa Catherine indossava un abito da sogno…degno del suo Principe e del suo matrimonio.
Come avrete capito, qui a Bonbontonmania fervono i preparativi per il Matrimonio.. no, non mi sposo, ma comincerò un viaggio attraverso tutto quello che c’è da sapere su questo evento, cercando, come sempre, di rendere l’argomento simpatico ed interessante, non tralasciando, quindi, nulla sulle tradizioni e sulle “note di colore” che accompagnano questo importante momento, dal fidanzamento alla fine della festa vera e propria di nozze, visto che è proprio in questo periodo che si organizzano le cerimonie.
Abbiamo accennato, in apertura, al Matrimonio del Secolo, ricordiamoci però che ogni matrimonio ha la sua Principessa, e spesso, non serve strafare! Le parole d’ordine da tenere sempre presenti sono eleganza, misura e gusto, le due “fate madrine” più un "consigliere"di ogni sposa Bonbontonmania!

lunedì 28 marzo 2016

Oggi..anche l'Angelo piange..


..Siria, Mozambico, Burundi, Palestina, Turchia, Israele, Lahore…..

 “In pace i figli seppelliscono i genitori, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli”. Erodoto.

(Foto: Wikipedia l’Angelo del dolore, monumento funebre realizzato dallo scultore William Wetmore Story, Cimitero Acattolico di Roma, )

sabato 26 marzo 2016

Sabato di riflessione..


“(…), sbirciando fra i lembi di nuvole che sovrastavano un'alta vetta, vide una stella bianca scintillare all'improvviso. Lo splendore gli penetrò nell'anima, e la speranza nacque di nuovo in lui. Come un limpido e freddo baleno passò nella sua mente il pensiero che l'Ombra non era in fin dei conti che una piccola cosa passeggera: al di là di essa vi erano eterna luce e splendida bellezza”.
   
      (J.R.R.Tolkien, Il Signore degli Anelli,  Il Ritorno del Re, Edizione Bompiani).



venerdì 25 marzo 2016

Sprazzi di Azzurro in questo malinconico Venerdì...



Venerdì Santo

Per i Credenti, questo è un giorno molto particolare, per me ha sempre avuto un’accezione malinconica, che a ben vedere non riesco a spiegare, è come se il tempo si fermasse, come in attesa, un attesa fatta di tristezza mista a malinconia, ma anche a speranza: sprazzi di Azzurro che si fanno largo nel buio, Luce che trionferà, tra qualche ora sulle tenebre…


giovedì 24 marzo 2016

Pasqua di ricordi: la Lavanda dei Piedi e L'Ultima Cena

Ho deciso, in queste poche ore che ci separano dalla Pasqua, di ripercorrere, anche se solo con i ricordi, le giornate pre-Pasquali che ho vissuto anni fa con la mia adorata nonna, oggi, Giovedì Santo, andavamo in Chiesa ad assistere alla Lavanda dei Piedi…
Se chiudo gli occhi posso rivivere momento per momento i minuti in cui la nonna si preparava e mi preparava per andare a Messa.. sono così vivi nella mente che mi sembra di sentire la sua voce ed il suo profumo, dopo esserci messe il cappotto si usciva, era bello quando la mia mano si perdeva nella sua..
Arrivavamo in Chiesa, ci sedevamo ed ascoltavamo..

L’Ultima Cena di Gesù

Prima di lasciarsi catturare Gesù volle riunirsi con i suoi apostoli a consumare la cena di Pasqua: e fu quello un incontro colmo di avvertimenti straordinari. A quei tempi, prima di mettersi a tavola, il padrone di casa ordinava ai servi di lavare i piedi degli ospiti. Ma quella sera Gesù stesso riempì l’acqua di un bacile e passò a lavare i piedi degli apostoli. Poi spiegò loro il significato di quello che aveva fatto. Disse: « Voi mi chiamate Signore e Maestro, e fate bene perché lo sono. Se dunque io, il Vostro Signore e Maestro, ho compiuto questo gesto d’amore per voi, tanto più voi dovete compiere gesti d’amore gli uni per gli altri». Diede poi agli apostoli un annuncio:« Uno di voi mi tradirà». Tutti rimasero sbalorditi e quasi non volevano credere. Ma era vero: Giuda Iscariota per trenta denari aveva promesso ai capi del popolo di fare catturare Gesù. Giuda, vistosi scoperto, uscì nella notte. La cena proseguiva secondo le regole della cena di Pasqua, con l’agnello arrostito, il pane senza lievito e le erbe amare. Ma ad un certo punto Gesù introdusse una sconvolgente novità: prese il pane, lo spezzò e lo diede agli apostoli dicendo:« Prendetene e mangiatene tutti. Questo è il mio corpo, che io do in sacrificio per voi». Allo stesso modo prese il calice del vino e lo fece passare dicendo:« Prendetene e bevetene tutti. Questo è il mio sangue, versato per voi e per tutti. E’ il sangue con il quale Dio stabilisce una nuova alleanza con gli uomini e perdona i peccati». Gesù ha realizzato così la promessa fatta nella sinagoga di Cafarnao:« Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna». (Marco 14; Giovanni 6;13)




(La descrizione dell'Ultima cena è tratta da: 366…e più storie della BIBBIA, raccontate da Roberto Brunelli, Fabbri Editori, 1988.)

mercoledì 23 marzo 2016

Pasqua in cucina: la Pastiera Napoletana


Anche se i pensieri ed il cuore sono altrove, Bonbonton mania sceglie la “via” della “normalità” tornando a parlare, oggi, di uno dei dolci pasquali per eccellenza: la Pastiera.

Ingredienti per la pastafrolla:

400 grammi di farina;
200 grammi di zucchero;
4 tuorli;
100 grammi di burro;
100 grammi di strutto;
1 limone non trattato di cui useremo la buccia grattugiata.

Ingredienti per la preparazione del grano:

230 grammi di grano bagnato;
1 cucchiaio di zucchero;
40 grammi di strutto;
6 dl di latte;
1 bustina e ½ di vanillina;
1 arancia non trattata di cui useremo la metà di buccia grattugiata.

Ingredienti per il ripieno:

320 grammi di ricotta;
230 grammi di zucchero;
100 grammi di canditi;
cannella q.b.
4 tuorli e tre albumi;
2 fialette di acqua di fiori d’arancio;
zucchero a velo q.b.

Preparazione:

In un tegame mettete il grano, lo zucchero, il latte, lo strutto, la buccia di arancia e la vanillina, ponetelo sul fuoco dolce e fate cuocere per alcune ore, finché il composto non avrà assunto una consistenza cremosa.
Nel frattempo, impastate la farina con lo zucchero, lo strutto, il burro, i tuorli e la buccia del limone formando una palla che metterete in frigorifero per almeno mezz’ora.
In una terrina lavorate la ricotta con lo zucchero, incorporatevi un tuorlo alla volta, una fialetta di fiori d’arancio, un pizzico di cannella, il grano preparato in precedenza ed i canditi.
Ungete con il burro una tortiera, preferibilmente con un diametro di 28 cm, dividete la pastafrolla che avete tenuto in frigo, in due parti, una il doppio dell’altra, con la più grande, dopo averla stesa, foderate la tortiera.
Montate a neve gli albumi e incorporateli al ripieno, avendo cura di mescolare il composto dal basso verso l’alto, in questa fase, potete aggiungere anche l’altra fialetta di fiori d’arancio (fate attenzione però, poiché l’aroma di queste fialette è molto forte e spesso tende ad “appesantire” il profumo e il sapore dei dolci). Fatta questa operazione potete versare il ripieno nella tortiera cercando di pareggiarlo il più possibile.
Stendete l’altra parte della pastafrolla e “ritagliate” delle strisce che applicherete come decorazione sulla Pastiera.
Preriscaldate il forno a 150 gradi e cuocete questa “meraviglia” per circa 50 minuti (non dimenticate mai di verificare la cottura con il metodo dello stecchino!)
Trascorso questo tempo, sfornate la Pastiera, fatela raffreddare completamente e sformatela su di un piatto, cospargetela di zucchero a velo e gustatela!

Consiglio: la Pastiera è buona “riposata”, ovvero a Napoli la si prepara almeno 3 giorni prima di gustarla e la si conserva, incartata, a temperatura ambiente!

(Bibliografia: ricetta, rielaborata, tratta da “L’Enciclopedia della cucina Italiana, Torte, volume 11. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006)