lunedì 29 febbraio 2016

C'era una volta in America...


...Un Uomo Italiano che con la Sua musica mi ha insegnato che nonostante tutto in questa parte del Mondo, posso e devo ancora continuare a sognare..

Grazie Maestro Morricone!

domenica 28 febbraio 2016

Fiori per la Pasqua!


Eccovi qualche suggerimento per i fiori da regalare o da usare per decorare le nostre case nei giorni di Pasqua. Indubbiamente parliamo di fiori che ci regala la Primavera che con i loro tenui colori e delicati profumi rallegreranno le nostre giornate: Tulipani, Narcisi, Giacinti, Fresie, Violette, Ranuncoli, Gelsomini, Fiori di Pesco, Primule, Glicine, Iris, Camelie, Anemoni e Gigli sono quelli più comuni; utilizzateli per creare “tocchi di colore” negli angoli della vostra casa, ma soprattutto sulle tavole, in piccoli mazzetti o come segnaposto per i vostri ospiti.

sabato 27 febbraio 2016

Prepariamo la Colomba "casalinga"

E' sempre bello poter preparare un bel dolce fatto in casa ed aver poi la soddisfazione di gustarlo con parenti o amici, come abbiamo detto per il Natale, torniamo alle vecchie tradizioni, eccovi, quindi, oggi la ricetta per una Colomba "casalinga", certo, come vedrete la preparazione non è poi così semplice, ma vi assicuro che il risultato sarà veramente ottimo! (La quantità degli ingredienti è per una Colomba per circa 8 persone)


Ingredienti:


1,2 Kg di farina;
9 uova;
50 grammi di lievito di birra;
450 grammi di burro ammorbidito;
1 dl di latte;
300 grammi di zucchero;
1 limone (possibilmente non trattato);
300 grammi di frutta candita;
20 mandorle;
50 grammi di zucchero in granella;
sale;
ciliegia candita;
burro e farina q.b.


In Cucina:


stampo a forma di Colomba


Preparazione:

Sciogliete in 50 grammi di acqua tiepida, i 50 grammi di lievito di birra e impastatelo poi con 120 grammi di farina.Formate una palla infarinandola poi abbondantemente e sulla superficie incidete una croce.In una casseruola, fate intiepidire 2 litri di acqua nella quale immergerete poi la palla di pasta preparata in precedenza per circa 10 minuti. Passato questo tempo noterete che la palla si staccherà dal fondo e galleggerà. Rigiratela di tanto in tanto per altri 15 minuti.
Sulla spianatoia disponete la restante farina, i tuorli un pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone, i 250 grammi di burro ammorbidito, lo zucchero il latte e la palla di pasta lievitata.
Lavorate per 20 minuti questo composto (capirete che il composto sarà pronto quando non di appiccicherà più alle mani).
Infarinate quindi il composto e mettetelo in una ciotola molto capiente, copritela con un canovaccio e lasciatela lievitare possibilmente ad una temperatura di circa 25 gradi.
Il composto deve aumentare il suo volume di circa 1/3.
Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Impastate di nuovo il composto aggiungendovi 75 grammi di burro, riponete di nuovo l’impasto nella ciotola e lasciatelo lievitare finché non avrà raddoppiato il suo volume.
A questo punto aggiungete all’impasto, amalgamando il tutto, altri 75 grammi di burro e i canditi.
Imburrate ed infarinate lo stampo, modellatevi la pasta e copritela per altri 30 minuti con la carta da forno. Spennellate con il tuorlo dell’uovo la superficie e cospargetevi sopra le mandorle e la granella di zucchero.
Realizzate con mezza ciliegia l’occhio della colomba ed infornate per 10 minuti.
Abbassate ora la temperatura del forno di 10 gradi e cuocete per altri 40 minuti. Quando l’impasto sarà asciutto (metodo dello stuzzicadenti) la vostra Colomba sarà pronta. Sfornatela, lasciatela raffreddare e portatela in tavola.

Consiglio: Accompagnate questo dolce con un Moscato servito ad una temperatura di 11 gradi.


(Ricetta tratta da “Il Pasticcere Insegna” Fabbri Editori, Milano)








venerdì 26 febbraio 2016

Pasqua alta, Pasqua bassa..


Ricordo ancora quando mia nonna, guardando il calendario i primi periodi dell’anno, andava subito a vedere la data della Pasqua, “decretandola” alta o bassa.
Ma come mai questa “distinzione”?
Tutto risale al Concilio di Nicea, quando si decretò che la Pasqua, per i Cristiani, doveva essere celebrata nella Domenica successiva al plenilunio di Primavera. Inoltre, la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 Marzo ed il 25 Aprile. Quest’anno avremo una Pasqua bassa, il cui periodo è calcolato dal 22 Marzo al 2 Aprile, si parla, invece, di Pasqua alta quando la data è compresa tra il 14 e il 25 Aprile, mentre nella date dal 3 al 13 Aprile, la Pasqua è media (anche se questa ultima espressione è poco usata!).

(Fonte consultata: Wikipedia)


giovedì 25 febbraio 2016

- 30 a Pasqua!

Tra un mese sarà Pasqua, anche Bonbon..ton mania si prepara a questo evento! Come fatto per il Natale, anche per la Pasqua andremo alla ricerca delle tradizioni e delle ricette che accompagnano questo festoso periodo! Ho notato però che a differenza di quanto capita “per la Nascita di Gesù”, per questa importante Festa che quest’anno cadrà il 27 Marzo, non ci sono tante informazioni, quindi, se avete qualche ricetta da suggerire o qualche tradizione da raccontare, contattatemi pure attraverso il blog, sarò contenta di pubblicare i vostri commenti e di imparare qualche cosa in più! Che ne dite? Vi aspetto!!

mercoledì 24 febbraio 2016

Biscottini "ferri di cavallo"


Questa ricetta la dedico a mia sorella, soprattutto per tutte le volte che mi ha “aiutata” con le ricette e con le ricerche per il blog! Eccoti una ricettina senza uova, ma soprattutto “a forma di ferro di cavallo” augurandoti tanta fortuna!!!

Ingredienti:

1 kg di farina;
300 grammi di zucchero a velo;
250 grammi di fecola di patate;
750 grammi di burro (o margarina);
200 grammi di cioccolato bianco (facoltativo).



Preparazione:

Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e riducetelo a pezzettini. Setacciate la farina con lo zucchero a velo e la fecola e disponetela a fontana su di una spianatoia, mettetevi nel centro il burro e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Con questo impasto, preparate un panetto e dividetelo in tanti pezzettini che stenderete con l’aiuto delle dita formando dei cilindretti che piegherete poi “a ferro di cavallo”. Preriscaldate il forno a 180 gradi, disponete i biscotti ben distanziati tra di loro su di una leccarda ricoperta di carta da forno e cuoceteli per una ventina di minuti. Spezzettate il cioccolato bianco e fatelo sciogliere a bagnomaria, una volta cotti e intiepiditi, tuffate le estremità dei “ferri di cavallo” nel cioccolato e poi appoggiateli su di una gratella fino a quando il cioccolato non si sarà solidificato. Serviteli freddi.

Consiglio: la ricetta prevedeva il cioccolato fondente, io lo preferisco, in questo caso, bianco, se poi volete stupire i vostri ospiti o gustare biscottini diversi, potete sbizzarrirvi con tanti gusti, visto le varietà di cioccolato che sono in commercio (dalla menta all’arancia, dal peperoncino al sale..) per “scoprire” ad ogni “ferro di cavallo” un sapore “inaspettato”!! Non amate il cioccolato? Niente paura, potete glassare i vostri biscotti con dello zucchero a velo colorato con dei coloranti alimentari, utilizzando, appunto, la “glassa all’acqua” che preparerete con zucchero a velo (100 grammi) 2-3 cucchiai di acqua tiepida e poche gocce di colorante alimentare, mischiate tutto fino ad ottenere una crema densa dove “tufferete” i vostri biscotti, lasciate solidificare la glassa e gnam..gnam!!!



(Bibliografia: ricetta tratta da “L’Enciclopedia della cucina Italiana, Piccola Pasticceria, volume 13. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006)

martedì 23 febbraio 2016

Per tutte le donne...


Dedico queste righe a tutte le donne, in particolar modo però a te, che stai passando un periodo non troppo facile, ma che conoscendoti so che riuscirai a venirne fuori, come sempre..


Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...


Diego Cugia alias Jack Folla Donne in rinascita