giovedì 31 dicembre 2015

Curiosando nel Presepe!


La curiosità di oggi riguarda il cammello, il piccolo cammello, quello più giovane cavalcato da uno dei Magi in viaggio verso la Santa Grotta, ebbe in dono, proprio per la sua tenera età e per i suoi servigi, l’immortalità ed il compito di portare i doni, per sempre, a tutti i bimbi del Medio Oriente.

(Bibliografia: Natale, lo Spirito e la Festa. A cura di Centro studi MAMRE by Mondolibri S.p.A., Milano, 2005).

mercoledì 30 dicembre 2015

Curiosando nel Presepe!


Oggi parliamo del Pettirosso, questo delizioso uccellino, era presente nella Grotta Santa la notte in cui nacque Gesù. Quella notte faceva molto freddo e San Giuseppe decise di accendere il fuoco per riscaldare Maria e il Bimbo, col passare del tempo, però, il fuoco stava per spegnersi, fu allora che il Pettirosso per ravvivare la fiamma si spinse vicino al piccolo rogo e cominciò a sbattere le sue piccole ali, facendo questo, riaccese la fiamma ma rimase ustionato, ecco perché da allora, sul suo petto è possibile notare la macchia rossa, in ricordo, proprio di quella Santa Notte.

(Bibliografia: Natale, lo Spirito e la Festa. A cura di Centro studi MAMRE by Mondolibri S.p.A., Milano, 2005).

martedì 29 dicembre 2015

Curiosando nel Presepe!


Continuiamo a curiosare tra gli animali che si usano per allestire il Presepe, parliamo oggi dell’Usignolo..
Questo uccello, la sera in cui nacque Gesù, cantò per il Piccolo una dolce e soave ninna nanna, da allora fu ricompensato con la melodiosa voce che tutti conosciamo.

(Bibliografia: Natale, lo Spirito e la Festa. A cura di Centro studi MAMRE by Mondolibri S.p.A., Milano, 2005).

lunedì 28 dicembre 2015

Curiosando nel Presepe!


In questi ultimi giorni dell’anno, ci farà compagnia questa nuova, piccola rubrica, andremo alla scoperta di alcuni “simboli” che troviamo spessissimo all’interno del Presepe, andiamo a cominciare…

Sapete perché si racconta che la Cicogna “porta i bambini”?
Una tradizione narra che fu proprio questo uccello a privarsi delle sue morbide e calde penne per rivestire la mangiatoia dove venne posto, dopo la nascita, il Piccolo Gesù, da allora, la Cicogna è divenuta simbolo dei bambini, e non è raro trovarla tra gli animali che si usano per allestire il Presepe.

(Bibliografia: Natale, lo Spirito e la Festa. A cura di Centro studi MAMRE by Mondolibri S.p.A., Milano, 2005).

domenica 27 dicembre 2015

Palle di neve... alla menta!


Quest’anno la neve sembra non venire a farci visita, ricreiamola in cucina!


Ingredienti:

225 grammi di zucchero;
albume di un uovo;
poche gocce di sciroppo alla menta;
alcune gocce di succo di limone.


Preparazione:

Montate a neve ferma l’albume dell’uovo, aggiungetevi, poi, lo zucchero, il succo di limone e lo sciroppo alla menta. Amalgamate il composto delicatamente fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea. Spargete un po’ di zucchero su di una spianatoia e, usando il matterello, livellate il composto fino a ridurlo allo spessore di 5 mm. Staccate con le mani piccoli pezzi ed aiutandovi, sempre con le mani, formate delle palline, stando attenti a non farle troppo grandi. Lasciate riposare le vostre “palle di neve” per un po’, finché non saranno asciutte, trascorso questo tempo saranno pronte per essere mangiate!

Natalconsiglio: potete utilizzare anche altri sciroppi alla frutta, trasformando le “palle di neve”, in vere e proprie “palle di Natale”, colorate e gustose.

(Bibliografia: ricetta tratta da “Tempo di Natale”, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1985)

sabato 26 dicembre 2015

Santo Stefano

Auguri a Stefano e Stefania.
Continuiamo con le tradizioni, in stile Bonbon..ton mania, parlando, oggi, di un personaggio appartenente al Presepe napoletano: "la donna con il bambino", che ha proprio a che fare con il nome che si festeggia oggi.
Questa figura, prende posto vicino alla grotta e porta con sé una leggenda: Stefania, questo il nome della donna, dopo aver saputo della nascita di Gesù, si incamminò verso la grotta, gli Angeli però la fermano visto che all’epoca le donne non sposate non potevano far visita alla Madonna. Stefania non si perdette d’animo, e volle a tutti i costi andare ad omaggiare il Santo Bambino, prese una pietra, la avvolse tra le fasce e la cullò proprio come si custodisce un neonato ed arrivò così tranquilla alla grotta. Arrivata davanti alla Vergine Maria, la pietra improvvisamente starnutì, trasformandosi in neonato che venne chiamato Stefano, ed in suo onore il 26 Dicembre si festeggia, appunto, il suo onomastico.

(Bibliografia: da un mio articolo sul Presepe Napoletano tratto da Campo Dè Fiori del Dicembre 2014)

venerdì 25 dicembre 2015

25 Dicembre, finalmente Natale!

Bonbonton mania augura a tutti voi Buone Feste!
Possa questo Natale scaldare il cuore a tutto il Mondo.
Auguri!!!

giovedì 24 dicembre 2015

24 Dicembre, Emilia Romagna


In Emilia Romagna si possono trovare ancora tantissime credenze popolari legate alle Festività Natalizie legate al mondo dei campi, una ad esempio racconta che la mattina del 25 Dicembre, il contadino deve spargere carbone e cenere intorno alle piante che non hanno dato frutti, questo per “aiutare” le piante a crescere nel nuovo Anno. Altra tradizione è legata al mondo degli animali, narra infatti che, se la Notte di Natale è senza luna, ci saranno malattie tra i capi di bestiame. Per finire, a Natale è consuetudine indossare una camicia nuova, poiché preserva da sfortuna e malattie. Dolce tipico di Natale è la Spongata, eccovi la ricetta:


Ingredienti:

320 grammi di farina;
200 grammi di miele;
50 grammi di mandorle pelate;
120 grammi di burro;
100 grammi di pane biscottato;
150 grammi di zucchero;
3 cucchiai di Cognac;
30 grammi di pinoli;
50 grammi di gherigli di noce;
50 grammi di uva sultanina;
50 grammi di nocciole;
100 grammi di arancia e cedro canditi;
5 grammi di cannella;
50 grammi di zucchero a velo;
1, 5 dl di vino bianco,
olio e.v.o.
1 noce moscata;
sale e pepe.


Preparazione:

Fate ammollare l’uva sultanina in acqua tiepida e grattugiate il pane biscottato. Tostate le nocciole e tritatele con i gherigli di noce. Tagliate la frutta a dadini, pestate le mandorle con un cucchiaio di zucchero, riducendole in polvere. In una casseruola mettete miele e vino e fateli bollire per qualche minuto, poi toglieteli dal fuoco e aggiungete il pane biscottato sbriciolato, la noce moscata, la cannella e una macinata di pepe. Mescolate il tutto e unite le mandorle, le noci e le nocciole e rimettete il recipiente sul fuoco avendo cura di amalgamare gli ingredienti con un cucchiaio di legno. Togliete di nuovo il recipiente dal fuoco, aggiungete i pinoli, la frutta candita, l’uvetta e il Cognac. Versate tutto il composto in una terrina e copritelo con la pellicola e tenetelo in un luogo fresco per 24 ore. Il giorno dopo, mescolate la farina con lo zucchero rimasti ed un pizzico di sale, disponetela a fontana mettendo al centro un cucchiaio di olio, 100 grammi di burro e pian piano il vino rimasto. Lavorate energicamente tutto per un quarto d’ora e poi con l’aiuto di un matterello stendete la pasta molto fina, ricavandone due dischi. Su di una placca da forno, dopo averla imburrata ed infarinata, mettete un disco di pasta e copritela con il composto preparato, livellandolo con una spatola. Adagiatevi sopra l’altro disco di pasta e premete bene le due sfoglie lungo i bordi con una forchetta. Bucherellate la superficie della torta con uno stecchino, spennellatela di olio e lasciatela a riposo per 24 ore,trascorso questo tempo infornatela a 190 gradi per 20 minuti. Quando sarà cotta, sfornatela e lasciatela raffreddare su di una gratella di metallo, spolverizzatela con zucchero a velo.


(Bibliografia: ricetta rivisitata, tratta da “L’Enciclopedia della cucina Italiana, Torte, volume 11. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006; Natale, lo Spirito e la Festa. A cura di Centro studi MAMRE by Mondolibri S.p.A., Milano, 2005).