lunedì 30 novembre 2015

A proposito di regali di Natale...

... vi invito a "curiosare" in questa deliziosa pagina, dove potrete trovare tante idee per un Natale all'insegna del colore e delle forme... tutte rigorosamente a mano!!! E che renderanno unico e speciale il vostro dono!!!! :-)

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Il Calendario dell'Avvento

Eccolo lì, già pronto con le sue 24 finestrelle..
Da domani non ci sarà giorno in cui, prima del Santo Natale, non venga aperta una sua finestrella.. Che siano sorprese di cioccolato, frasi, poesie, caramelle, il Calendario dell'Avvento porta con se tutta la magia dell'attesa e ci fa tornare sicuramente un pò bambini..Ed è proprio dal pensiero di "tornare bambini" che è nato questo festoso calendario...

Il Calendario dell’Avvento stampato fa la sua prima apparizione a Monaco di Baviera nel 1908, grazie ad un ricordo di un signore, Gerhard Lang; la sua mamma, infatti, quando lui e i suo fratelli erano piccoli (la sua famiglia era numerosa), usava regalare loro, per Natale, calendari colorati. Gerhard, col passare del tempo, e divenuto ormai grande, decise, in un secondo momento, di addolcire l’usanza familiare, mettendo sotto le finestrelle, da aprire ogni giorno per ventiquattro giorni prima di Natale, piccole figurine di cioccolato, erano gli anni ’20.

Anche Bonbonton mania, da domani,  avrà il suo "personale" Calendario dell' Avvento....  tornate a trovarmi!

(Bibliografia: Il grande libro del Natale, Mondolibri S.p.A., Milano, 2008)

domenica 29 novembre 2015

Cioccolatini alle mandorle


Ecco una deliziosa ricetta per dei cioccolatini da fare in casa che potete offrire durante le Feste di Natale o confezionare e regalare alle persone che amate.


Ingredienti:

145 grammi di mandorle pelate;
65 grammi di zucchero a velo;
2 cucchiai di Rum;
200 grammi di cioccolato fondente;
1 cucchiaio di olio di semi.


 Procedimento:

Mettete il cioccolato, dopo averlo spezzettato, in un pentolino e fatelo sciogliere a bagnomaria, appena si sarà fuso, aggiungete il cucchiaio d’olio e mescolate. Frullate 125 grammi di mandorle con lo zucchero a velo e il Rum e formate, con questo composto delle palline che schiaccerete leggermente, infilzatele con uno stecchino di legno e tuffatele una alla volta nel cioccolato fuso, sgocciolatele facendo scendere il cioccolato in eccesso e adagiatele sul di un foglio di cartaforno. Per concludere, adagiate, prima che il cioccolato asciughi del tutto, una mandorla su ogni pallina, attendete la completa solidificazione del cioccolato e ponetele il vostro cioccolatino, ormai pronto, nei pirottini.

Natalconsiglio: oltre a questa indicata, io ho provato la ricetta sostituendo le mandorle con le noci e al posto del Rum, ho usato il liquore all’arancia, in più ho ricoperto il cioccolatino con due “tuffi” nel cioccolato fuso, sono ottimi anche in questa versione!!!

(Bibliografia: ricetta tratta da “L’Enciclopedia della cucina Italiana, Piccola Pasticceria, volume 13. La Biblioteca di Repubblica. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 2006)

sabato 28 novembre 2015

Poinsezia


Parliamo oggi, di una pianta che accompagna con i suoi bellissimi fiori rossi (anche se possiamo trovarla anche con fiori bianchi e rosa), le Feste di Natale e che è giustamente annoverata tra i simboli per eccellenza di questo periodo: la Poinsezia, conosciuta da tutti come la Stella di Natale.
Questa “festosa” pianta è originaria del Messico e proprio per questo non ama il freddo, soprattutto le gelate invernali, è consigliabile, quindi , in questo periodo tenerla in casa, anche se nel periodo da Maggio ad Ottobre, la possiamo tranquillamente tenere sul balcone, l’importante è che sia a mezz’ombra .
Le annaffiature dovranno essere frequenti nel periodo vegetativo, nulle nel periodo di riposo della pianta, ovvero dopo la fioritura, quando comincerà a perdere le foglie e quando verrà potata (lasciando solo i nodi, le biforcazioni di rami per intenderci!) per prepararla, appunto, per il periodo di riposo che dovrà avvenire all’aria aperta, ma come detto, stando attendi alle gelate. La moltiplicazione, avviene per talea, da effettuare, all’ombra, a Maggio e Giugno.
Come dicevamo, l’importante, è, poco prima della fioritura, l’esposizione all’ombra, troppo sole, infatti, potrebbe farla fiorire poco o per nulla, va ricordato, inoltre, che anche nel periodo della fioritura, in particolare in questi giorni, quindi, va tenuta al buio per almeno 12 ore.

Simbologia: serenità e rinascita, visto il periodo, non poteva essere diversamente!


(Bibliografia: “Giardino in Casa di Frate Indovino”, EFI Perugia, 1991).

venerdì 27 novembre 2015

Spumante e Champagne, facciamo chiarezza! (seconda parte)


Per avere lo Champagne Francese, come lo conosciamo noi, si dovrà attendere il 1729, prodotto da dei “nomi” che tutt’ora non sono mai cambiati. Arrivati ai giorni nostri, altra precisazione da fare sullo Champagne (per comodità non cito tutto il testo della regolamentazione), è che uno spumante, prodotto in Francia, nelle regioni Marne, Aube e Ain viene definito Champagne se viene prodotto utilizzando il metodo Champenois, di cui abbiamo parlato nel post precedente.
Se lo spumante, subisce la rifermentazione in bottiglia (più avanti vedremo di cosa si tratta), ma al di fuori della regione dello Champagne, il prodotto ottenuto viene definito “Crémant” .
I vitigni utilizzabili ora nella zona dello Champagne sono: Cardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier.
In Italia, il “Methode Champenoise” applicato a uve Moscato, usato per lo spumante, comincia intorno al 1860 con Camillo Gancia, mentre Carpenè e Ferrari, rispettivamente a Conegliano e a Trento, furono i primi ad applicare la rifermentazione in bottiglia per ottenere da uve Charonnay e Pinot (usate ancora oggi), spumanti secchi. Nel 1975 ad opera delle famiglie Carpenè, Ferrari, Antinori, Contratto e La Versa, viene fondato l’Istituto Spumante Classico Italiano, che tutelava la produzione dello spumante italiano con il metodo della rifermentazione in bottiglia, nel 1996 si abbandona il termine “spumante”, ritenuto troppo generico, sostituendolo con il termine, ancora in uso, “Talento”, che distingue ancora di più, tutelandola,  la categoria dello spumante prodotto in Italia con il metodo classico, nasce così l’Istituto Talento Metodo Classico, dove il “metodo classico”, sta ad indicare, in poche parole il già menzionato “Methode Champenoise”, ma che non può essere utilizzato come termine, per una disposizione dell’Unione Europea, al di fuori della zona dello Champagne.
I vitigni per la produzione del Talento sono: Chardonnay e/o Pinot Nero e/o Bianco e le zone vitivinicole vocate e controllate sono quelle del Piemonte, Trentino, Alto Adige, Lombardia, Veneto e Friuli.
Va da se, per concludere, che gli ottimi spumanti Italiani, prodotti con lo stesso metodo dei Francesi (fermo restando la caratteristica delle stesse uve, rese, però, differenti per resa e posizione geografica, cosa quest'ultima che influenza molto le proprietà dei vitigni, quindi con particolarità che differiscono anche di poco e regolamentazioni severissime Francesi che non cito per non annoiarvi!), non possono essere chiamati Champagne, poiché non vengono, appunto, prodotti nella zona Francese dello Champagne.

(Bibliografia: “Il Sommelier, Nozioni Generali. Edizioni AIS Associazione Italiana Sommelier, 2001, Milano)

giovedì 26 novembre 2015

Spumante e Champagne, facciamo chiarezza!


E’ il vino per eccellenza delle Feste, ogni anno se ne stappano enormi quantità, parliamo delle bottiglie di Spumante e di Champagne.
Dite la verità, preferite più una bottiglia Italiana o Francese?
Azzarderei un pronostico.. non prima, però, di aver fatto chiarezza su queste due meraviglie! Capita spessissimo di sentire: “Ah, no.. per me solo Champagne Francese, altro che Spumante!”, oppure: “Champagne? Eh basta con questa esterofilia! Vuoi mettere una bella bottiglia di Spumante Italiano?”.
Devo dire che da Sommelier, queste precisazioni, mi fanno un po’ tenerezza e mi provocano anche qualche sorriso, cominciamo quindi, insieme questo viaggio attraverso lo Spumante! Scopriremo che anche per quanto riguarda il vino Italia e Francia sono assolutamente “cugine”, per non dire “sorelle”!
Per cominciare, parliamo di Metodo Champenois, attribuito al monaco Dom Perignon, che nella metà del 1600, in un convento di Reims, adottò quelle che vengono chiamate “cuveè”, ovvero scelse appositamente in maniera certosina e stabilendone le proporzioni, i grappoli da spremere insieme, eliminando il ricorso alle miscele di mosti che venivano usati prima di lui e tutto questo per migliorare le caratteristiche e il pregio complessivi del vino. Inoltre, a differenza di quello che accadeva prima, Dom Perignon, sublimò quello che era stato fino alla “scoperta” del suo metodo, un vero e proprio difetto: le bollicine! Sembra infatti assurdo, ma prima del famoso monaco, lo Champagne era un vino “tranquillo”, anzi, le “bollicine”, lo connotavano come vino “difettoso”, senza dimenticare inoltre le varie sofisticazioni del colore, che avvenivano grazie all’aggiunta di decotti di bacche di sambuco e cremor tartaro, che “tinteggiavano” i vini bianchi, poco apprezzati all’epoca, risultato? Lo “Champagne” era fermo e rossiccio!
Per ora mi fermo, qui, appuntamento ai prossimi post!!!!

(Bibliografia: “Il Sommelier, Nozioni Generali. Edizioni AIS Associazione Italiana Sommelier, 2001, Milano)

mercoledì 25 novembre 2015

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne


"State molto attenti a non far piangere una donna: poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché debba essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale... un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata".


Talmud, Torah

martedì 24 novembre 2015

Ci sono giorni...


Proprio ieri sera, prima di addormentarmi, ho letto “Notte infinita”, di Romano Battaglia, è strano come spesso alcune parole ti vengano a cercare..
..Mi hanno trovata, rapita, coccolata e le riporto oggi, dedicandole a tutte quelle persone che stanno affrontando un momento poco sereno, un po’ a tutti noi, per dir la verità, all’Italia e al Mondo, ma soprattutto mi auguro che l’eco di queste righe arrivi oggi a Venezia, in Piazza San Marco…

“Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime; ma poi ci sono giorni pieni d'amore che ci danno il coraggio
di andare avanti per tutti gli altri giorni”.


Ciao Valeria...