lunedì 28 settembre 2015

Bonbon..ton "del" ristorante

Carissimi amici di Bonbon..ton mania, avete letto bene.
Perché, oggi, cominciamo a parlare di un bon ton "del " ristorante (o comunque di tutti i luoghi pubblici dove si mangia) e non di un bon ton "al " ristorante??
E’ presto detto. Ormai, come sapete, è consuetudine che io vi racconti le mie esperienze e ve ne voglio raccontare proprio una che è successa qualche giorno fa e che evidentemente a dato “il là” a questo mio nuovo post.
Dunque, che sia in un ristorante con "2937389653458 stelle" in una grande città o una deliziosa e piccolina pizzeria “sotto casa”, il rapporto "rispetto" e “buona educazione” tra gestore e cliente (e viceversa!) deve essere sempre al primo posto, senza mai essere sottovalutato, in nessun caso.
Ma veniamo ai fatti (ops.. scusate l’espressione ma il mio lato da Criminologa, qualche volta esce fuori!).
Premetto, prima di tutto, di essere una persona, anche se lo avrete capito, alla quale piace molto seguire le regole, in questo caso del Galateo, anche se non pedissequamente, perché ritengo che le regole di buona educazione, soprattutto se rispettate, mettano tutti sullo stesso piano, evitando “sopraffazioni” inutili e dannose, insomma, rispettare le regole, secondo la sottoscritta, dà a tutti la possibilità di costruire rapporti migliori.
Fatto questo preambolo vi voglio fare una domanda: vi è mai capitato di uscire a pranzo in 2 e ritrovarvi a mangiare in 4?
A me si!
Aspettate.. non parlo di gente che conoscete e che avete incontrato al ristorante e con la quale avete “unito” i tavoli; parlo proprio di stare a tavola con altre due persone (arrivate dopo), che non conoscete, ma con le quali “condividete” il pasto, perché la distanza (chiamiamola così) tra il vostro tavolo (che misura circa 70 cm) e quello dei vicini è di circa 10 cm.. senza contare, inoltre, che il vostro tavolo è, come dire, "appiccicato" (nel vero senso del termine) ad una parete ed il loro è nel bel mezzo della "corsia riservata" al passaggio di clienti e persone addette al servizio, senza possibilità alcuna, quindi, di poterlo spostare.
Risultato? Beh.. un tantino “scomoda” come situazione, soprattutto, se le persone che sono sedute al tavolo di fianco a voi, giustamente (dipende dai punti di vista!), continuano a parlare di cose che a te non riguardano minimamente (tipo la salute di amici di famiglia o delle difficoltà economiche di amici in comune) ma che sei costretto ad ascoltare poiché, praticamente gli sei seduto “in braccio”.. Ora, va bene che i locali diventano sempre più piccolini (e sinceramente ce ne sono di carinissimi, in cui ho mangiato senza problemi!!), ma magari, in questo caso, togliere o disporre meglio uno o due tavoli per lasciar mangiare le persone in pace non mi pare un sacrilegio così grande, non credete??

E vi assicuro che siamo solo all’inizio…

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