martedì 29 settembre 2015

Bonbon..ton "del" ristorante (Seconda parte)


Come promesso continuerò a parlarvi della mia “avventura” al ristorante.

C’è da fare un piccolo passo indietro rispetto a quanto descritto nel post precedente; effettivamente prima di sederci c’è stato l’episodio: “Parlo solo con il tuo accompagnatore perché a te non ti calcolo proprio”, ed è quello che è effettivamente successo, la persona che ci ha accompagnati al tavolo evidentemente “non mi ha vista” ed ha praticamente parlato tutto il tempo, ordinazioni comprese, con la persona che mi accompagnava, non vi nascondo che mi sono sentita come se avessi avuto 2 anni.. nel senso che “riportavo” cosa volevo a chi avevo davanti e lui lo “riportava” alla persona che prendeva le ordinazioni..
E se il buon appetito, si vede da appena ti siedi…
Presa l’ordinazione, di solito, in attesa del pasto, ti viene servito da bere.. “di solito”.. è passata ben mezz’ora prima di avere le ordinazioni al tavolo, sollecitando, tra l’altro due camerieri…insomma, per farla breve, l’acqua è arrivata “dopo” il servizio della pizza, pizza, tra l’altro “servita” al volo, nel senso che per servirci, il cameriere ha dovuto far passare i piatti sulle teste delle persone che come sapete, erano “di fianco” al nostro tavolo..
Insomma, devo dire che si è trattato di un pranzo davvero “indimenticabile”…

Ecco questo è quello che non deve mai accadere!


Che sia, come abbiamo già detto, in ristoranti stellati o in piccoli e deliziosi locali, poche, pochissime norme possono veramente cambiare questo “malcostume”, vediamole insieme:

- Ci si rivolge ai clienti con educazione, salutando e sorridendo;

- Per le ordinazioni, davanti ad una coppia, ci si rivolge sempre e comunque prima alle donne;

- Lo spazio occupato dai tavoli deve essere sempre rapportato al numero dei clienti, ma soprattutto deve agevolare il servizio dei camerieri;

- Mai e poi mai set porta sale e pepe, olio e aceto sui tavoli, soprattutto se sono “piccoli”, ma c’è anche un’altra spiegazione: il piatto che si porta in tavola si presume che sia perfetto, al massimo si porta tutto al tavolo all’occorrenza;

- Il formaggio si grattugia al momento e non si serve nelle formaggiere;

- L’acqua ed il vino si servono rigorosamente in bottiglia, aperta davanti al cliente;

- I piatti puliti si “apparecchiano” da sinistra, quando si “tolgono” lo si fa dalla destra del commensale, prima di “portare via”, si aspetta che tutti abbiano finito di mangiare;

- Mai gli stuzzicadenti a tavola;

- Se si è in presenza di musica, il volume va tenuto bassissimo per non disturbare la conversazione;

- Mai il tovagliolo sul piatto;

- Apparecchiatura anche spartana, ma di classe: un solo coltello a destra con lama rivolta verso il piatto, una sola forchetta a sinistra ed un solo cucchiaio a destra, accanto al coltello, al di sopra del piatto, se previste le posate da dessert e da frutta.

- Tovaglie bianche e non “tovagliette di carta”, piatti e bicchieri puliti;

- Evitare il più possibile piatti con stemmi o il logo del ristorante;

- No il cestino per il pane, ma, all’occorrenza, piattini individuali;

- Centrotavola, se previsti, bassi per non recare disturbo ai commensali;

- Fiori a tavola solo se poco profumati e non in vasi trasparenti, con acqua fresca e non stagnante.

Qualcuno leggendo queste norme, potrà storcere il naso, pensando al riferimento a grandi e stellati ristoranti, ma vi posso assicurare, per esperienza sia da cliente ( che ha girato molto e ha mangiato in varie tipologie di posti) che da Sommelier, che mai come in questi casi, l’occhio vuole la sua parte, ma soprattutto l’educazione, la cordialità e la professionalità del personale di servizio sono le “carte vincenti” per ogni tipologia di cliente che deve sempre e comunque, essere “al centro” dell’attenzione di chi gestisce il locale.


(Bibliografia: “Merceologia degli alimenti” A.I.S. Associazione Italiana Sommelier, 1998)



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