mercoledì 29 luglio 2015

Un pò di storia!


Qui a bonbon..ton mania parliamo, appunto di buone maniere e di Galateo. Ma come è nato il Galateo e qual è la sua storia?
Cominceremo, con questa nuova rubrica, un viaggio attraverso i secoli dove cercheremo di scoprire insieme, quella che possiamo chiamare l’evoluzione dei comportamenti dell’uomo a tavola e nei rapporti con gli altri, senza assolutamente far mancare le classiche ricette dei dolcetti.. altrimenti che bonbon..ton mania sarebbe??!!!!
Non possiamo non iniziare il nostro viaggio dal 1558 (anche se, come vedrete, ci spingeremo anche secoli prima di questa data!), quando venne pubblicato “Il Galateo overo de’ costumi”, opera postuma di Giovanni Della Casa (nato probabilmente nei pressi del Mugello nel 1503 e morto a Roma nel 1556), scritta tra il 1551 e il 1554 su consiglio del Vescovo di Sessa, Galeazzo Florimonte, da cui si avrà il nome Galateo e che trattava di comportamento umano, in maniera particolare di “buone creanze”. Giovanni della Casa, immagina che un anziano letterato insegni ad un giovane inesperto, i precetti da osservare nella conversazione e nei rapporti sociali, al fine di essere “costumato, piacevole e di bella maniera”. Il Galateo nasce con l’intenzione di essere un manuale che insegna non delle virtù ma dei comportamenti precisi sul come stare a tavola, come vestirsi, come conversare con grazia ed eleganza, evitando di annoiare o disgustare il prossimo. Le norme scritte non sono pedanti, soprattutto grazie allo stile elegante e semplice della scrittura, il trattato si presenta, quindi, conversevole ed essenziale, e reso piacevolmente “frizzantino” (passatemi il termine!) da un arguto spirito di osservazione dell’autore. Dietro questi insegnamenti, si nasconde ovviamente lo spirito dell’epoca in cui il libro viene scritto che con la sua insistenza sulle apparenze e sulle maniere, con le sue cautele e reticenze (ad esempio si consiglia di non affrontare argomenti scabrosi o intesi come bassi), riflette il clima guardingo e normativo tipico del periodo storico.



(Bibliografia: “Storia intertestuale della letteratura italiana”. Angelo Marchese. Casa editrice G. D’Anna. Messina-Firenze, 1992)

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