venerdì 31 luglio 2015

Gelato "Affogato"!

Che siate soli o in compagnia, ecco un'idea per servire e gustare il vostro gelato, magari proprio stasera!:-)


Ingredienti:

gelato alla vaniglia, già confezionato;
500 grammi di mandorle tostate;
cioccolato fondente ridotto in scaglie q.b.
liquore crema di whisky,
1 cestino di lamponi.



In cucina:

coppette da gelato da mettere in freezer.


 Procedimento:

Tritate le mandorle tostate, riducendole in pezzi non troppo piccoli, mettetele in una terrina e aggiungetevi il cioccolato fondente ridotto in scaglie, mescolate in modo da mischiare il tutto. Al momento del servizio, prendete le coppette del gelato dal freezer ed adagiatevi sul fondo la granella di mandorle e cioccolato precedentemente preparata. Disponete con l’aiuto della paletta dosa gelato tre palline di gelato all’interno di ciascuna coppetta che ricoprirete con altra granella e “affogherete” con un bicchierino di crema di whisky. Decorate con dei lamponi freschi. Servite subito.

Bonbon..ton gelatoso!

Uno dei piaceri estivi più amati da tuttti è poter mangiare un gelato, che sia a casa di amici, a casa propria o passeggiando, il gelato è quella meravigliosa pausa tutta nostra, dove quasi tutti i sensi vengono coinvolti.
Il gelato, per la sottoscritta, è un pò come una sorta di analista, ha il potere di evocarti ricordi, malinconie, profumi... e amori appena sbocciati, magari proprio lì sulla spiaggia, o in una afosa città, dove quando meno te lo aspetti, il cono, la coppetta o il ghiacciolo diventano "testimoni" delle "farfalle nello stomaco".. Il gelato, inoltre è lì, chiuso nella sua confezione, ad aspettarti quando, in piena solitudine, ne mangi a cucchiaiate guardando un film.. o quando ripensi a qualcosa o qualcuno che ha deciso di o hai deciso che non avrà più posto nella tua vita..Insomma, credo che siamo concordi che il gelato, qualunque sia stata la sua nascita ed in qualunque momento della nostra vita venga mangiato, sia stata una tra le più belle "scoperte" mai avvenute!!!
Prima di salutarci ecco un piccolo consiglio su come servire il gelato dopo un pasto: da manuale del Sommelier è raccomandabile non servire gelati al gusto di creme o cioccolato dopo portate come carni marinate, cipolle, peperoni, preparazioni a base di aceto e piatti ricchi di salse ai quali è raccomandabile, però, far seguire il gelato ai gusti di frutta.
Serviremo il gelato nelle coppette apposite o nei bicchieri alti che terremo, però, in freezer per almeno una bella mezz'ora prima di riempirli (questo aiuterà il gelato a non sciogliersi subito prima del servizio!), decoreremo tutto con della frutta fresca e delle cialde e porteremo in tavola.
Da qualche anno si sta sperimentando l'abbinamento gelato-vino, personalmente ritengo la cosa non troppo approriata, visto che il "freddo" del gelato tende ad "addormentare" le papille gustative, rendendo privo di sapore il vino da degustare.

giovedì 30 luglio 2015

Lo zabaglione del Sor Pluto!


Ancora una volta, per la nostra ricetta del giorno, mi viene in aiuto il “Manuale di Nonna Papera” (Arnoldo Mondadori Editore Milano,1970, Walt Disney Productions), andiamo, quindi a preparare questo gustoso zabaione, un po’ rivisitato, dal nome simpatico e assolutamente azzeccato visto l’argomento del post precedente!



Ingredienti per ogni persona:

un tuorlo, le uova dovranno essere super fresche, meglio se del contadino che conosciamo;
un cucchiaio colmo di zucchero;
un cucchiaino da caffè di farina;
mezzo guscio dell’uovo pieno di Marsala;
biscottini;
cacao amaro.



Procedimento:

Mettete i tuorli in un pentolino, sbatteteli aggiungendo lo zucchero, unite poi la farina e il Marsala. Mettete il pentolino sul fuoco, cuocendo a bagnomaria e mescolate per evitare che il composto attacchi sul fondo. Al primo timido bollore, abbassate un po’ la fiamma, continuate a far bollire, ma non in maniera violenta, il composto per tre volte, finché non si sarà addensato un pochino.
Trascorso questo periodo, versate lo zabaione nelle coppette spolverizzatelo con del cacao e servite con dei biscottini.



Nonna Papera consiglia:

Se lo zabaione si preparerà per molte persone, ogni quattro uova, “saltate” il cucchiaino di farina e il mezzo guscio di Marsala.

Bonbon..ton per Fido!


Prima di cominciare a parlare delle norme che regolano il comportamento di cani e padroni nei luoghi pubblici e non solo, desidero fare una precisazione: non abbandonate i vostri amici animali, soprattutto in estate. Se decidete di “convivere” con un amico a quattro zampe o con qualsiasi altro animaletto vogliate, sappiate che una volta entrato nella vostra vita, ormai ne fa parte, per sempre, denunciate, quindi, chi abbandona o chi maltratta un animale. Altra precisazione è d’obbligo, chi scrive, ama gli animali, a volte ne ha un po’ paura, ma ritiene fermamente che gli animali abbiano dei diritti, ma anche dei doveri, certo in questo caso mi rivolgo ai padroni, come dicevo, infatti, sono fermamente convinta che un buon cane o un buon animale educato sia lo specchio di un padrone educato. Inutile, quindi, prendersela con gli animali, mi rivolgo ai proprietari.. il cane, ad esempio, fa semplicemente il cane, ma se tenuto in un condominio, abbaia tutta la notte, non posso sentirmi dire dal padrone, il mattino dopo, che il cane in quel momento “comunicava”.. o meglio, se comunicava, non era il caso, poverino, di starlo a sentire??? Oppure, va benissimo che gli animali, nel caso specifico, i cani, possano essere ammessi in un ristorante, ma non è possibile che possano girare tranquillamente per i tavoli, indisturbati, così come è successo qualche sera fa in un pub, con buona pace delle norme igieniche e delle persone impaurite dall’animale. Altra scena di vita vissuta: qualche anno fa in un’area di sosta, un signore “conversava” animatamente con la commessa del ristorante perché voleva entrare a tutti i costi con un cane di taglia molto grande, la commessa ripeteva, altrettanto “animatamente” che tutto ciò non era possibile, visto che il cane, senza museruola e senza guinzaglio non poteva “passare”, attraverso i luoghi dove erano esposti i cibi visto che i commessi e il direttore “erano stanchi” (queste le sue parole) di vedere cani che annusavano e magari “assaggiavano” i salumi e non solo, in bella mostra, mentre il padrone leggeva i giornali esposti vicino alle casse. Come sappiamo, alcune rigide regole, sono fortunatamente cadute in disuso o meglio ancora cancellate, gli animali sono considerati al pari delle persone, ma alcune norme, vanno però rispettate:

Il FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e il Ministero della Salute, sul “Manuale di corretta prassi operativa per ristorazione, gastronomia e pasticceria” hanno sì decretato la libera entrata ai cani nei luoghi pubblici come ristoranti, bar e pasticcerie ma con alcune precise regole: il gestore può far entrare l’animale, qualora non fosse d’accordo deve, senza alcuna eccezione esporre il cartello di divieto di entrata del cane, il nostro amico a quattro zampe entra nel locale solo se con museruola e guinzaglio, siede accanto al suo padrone o sotto il suo tavolo evitando di recare disturbo agli altri clienti e ai camerieri, i gatti entrano solo se nel trasportino.

Il cane non entrerà nel supermercato, anche se spesso questa norma non viene rispettata, in questo caso, gli unici cani ammessi sono quelli per i non vedenti.

Fortunatamente sulle nostre autostrade sono sempre più presenti aree di sosta per Fido, il cane potrà tranquillamente rifocillarsi senza arrecare disturbo; qui altra postilla d’obbligo: non lasciate mai il cane, anche se per poco tempo solo in macchina, anche se i finestrini sono abbassati, le temperature, soprattutto in questo periodo, sono alte..

Prima di recarvi in vacanza con il vostro amico peloso, accertatevi che la struttura dove andrete accetta gli animali e abbia spazi consoni per il loro relax e la loro “vacanza”, come ricordato in un’altra occasione, la spiaggia, se non è esplicitamente una spiaggia per cani, è di tutti, il cane va assolutamente controllato.

Sui mezzi pubblici Fido può salire, solo se munito di guinzaglio e museruola;

Il padrone, è responsabile del cane e dei suoi bisogni.. ma soprattutto dei suoi “bisognini”: sacchettini e paletta per raccogliere le deiezioni non devono mai mancare quando si esce, così come museruola (quest’ultima raccomandata per cani di grossa taglia) e il guinzaglio; gli animali hanno diritto al loro spazio, informatevi nel vostro Comune di residenza, quali sono, appunto, le aree dove Fido può giocare e correre in tutta libertà.

Nei condomini: si agli animali che non devono però recare disturbo con rumori o odori, se consentito dal regolamento si all'uso degli ascensori, non dimentichiamoci mai di far indossare a Fido guinzaglio e museruola negli spazi condominiali, ma soprattutto se il cane sporca, il padrone deve pulire, sempre e comunque.

Non mi stancherò mai di ripetere: animale educato uguale padrone educato.. un animale, soprattutto il cane, ama incondizionatamente e spesso è in piena simbiosi col suo padrone, rispettiamo i suoi diritti così come i diritti di chi ci è vicino, facciamo quindi in modo che la convivenza tra amici pelosi e umani sia consona per tutti.

mercoledì 29 luglio 2015

Tozzetti "della casa"!!


In onore "dell'ospite" del precedente post, Giovanni Della Casa, presento la ricetta dei Tozzetti; a qualcuno di voi ricorderà la ricetta dei Cantucci, dolcetti tipici Toscani, io ve li "offro"rivisitati come li fanno qui, dalle mie parti, appunto, i Tozzetti "della casa", di casa mia!!


Ingredienti:

2 uova;
1 hg di burro;
4 cucchiai di zucchero;
una bustina di lievito per dolci;
300 grammi di nocciole tostate;
scorza grattugiata di un limone;
un bicchiere di latte
farina q.b.



Procedimento:

Tostate le nocciole e riducetele in pezzi non troppo piccoli, con l’aiuto di un batticarne. Rompete le uova in una terrina e sbattetele aggiungendo il burro fuso, lo zucchero, le nocciole spezzettate, il lievito, la buccia grattugiata del limone, il latte e la farina che aggiungeremo fin quando non si sarà formata una palla di pasta liscia e omogenea, simile alla pasta della pizza. Dividete la pasta in quattro parti e con ogni parte formate dei salsicciotti con un diametro non troppo grande (circa 2 cm) che cuocerete nel forno a 180 gradi per circa 25 minuti. Trascorso il tempo, sfornate i salsicciotti, fateli raffreddare non troppo (nella misura in cui potete toccarli) e cominciate a tagliarli a fettine di circa un centimetro, fatta questa operazione, riponeteli di nuovo in forno per circa 10 minuti, il tempo utile per farli biscottare.

I tozzetti sono pronti da gustare come pasticceria secca, ottimi serviti col vino!





Curiosità:
Qui, in provincia di Viterbo li chiamiamo tozzetti, in quanto, tozzi, tagliati col coltello!

 

Un pò di storia!


Qui a bonbon..ton mania parliamo, appunto di buone maniere e di Galateo. Ma come è nato il Galateo e qual è la sua storia?
Cominceremo, con questa nuova rubrica, un viaggio attraverso i secoli dove cercheremo di scoprire insieme, quella che possiamo chiamare l’evoluzione dei comportamenti dell’uomo a tavola e nei rapporti con gli altri, senza assolutamente far mancare le classiche ricette dei dolcetti.. altrimenti che bonbon..ton mania sarebbe??!!!!
Non possiamo non iniziare il nostro viaggio dal 1558 (anche se, come vedrete, ci spingeremo anche secoli prima di questa data!), quando venne pubblicato “Il Galateo overo de’ costumi”, opera postuma di Giovanni Della Casa (nato probabilmente nei pressi del Mugello nel 1503 e morto a Roma nel 1556), scritta tra il 1551 e il 1554 su consiglio del Vescovo di Sessa, Galeazzo Florimonte, da cui si avrà il nome Galateo e che trattava di comportamento umano, in maniera particolare di “buone creanze”. Giovanni della Casa, immagina che un anziano letterato insegni ad un giovane inesperto, i precetti da osservare nella conversazione e nei rapporti sociali, al fine di essere “costumato, piacevole e di bella maniera”. Il Galateo nasce con l’intenzione di essere un manuale che insegna non delle virtù ma dei comportamenti precisi sul come stare a tavola, come vestirsi, come conversare con grazia ed eleganza, evitando di annoiare o disgustare il prossimo. Le norme scritte non sono pedanti, soprattutto grazie allo stile elegante e semplice della scrittura, il trattato si presenta, quindi, conversevole ed essenziale, e reso piacevolmente “frizzantino” (passatemi il termine!) da un arguto spirito di osservazione dell’autore. Dietro questi insegnamenti, si nasconde ovviamente lo spirito dell’epoca in cui il libro viene scritto che con la sua insistenza sulle apparenze e sulle maniere, con le sue cautele e reticenze (ad esempio si consiglia di non affrontare argomenti scabrosi o intesi come bassi), riflette il clima guardingo e normativo tipico del periodo storico.



(Bibliografia: “Storia intertestuale della letteratura italiana”. Angelo Marchese. Casa editrice G. D’Anna. Messina-Firenze, 1992)

martedì 28 luglio 2015

Torrette Golose


Tranquilli, per salire sul gustoso mondo delle torrette golose, non serve l’ascensore.. solo un pò di pazienza per la preparazione!
La ricetta anche se rivisitata da me, è tratta dai “Libri di sale & pepe”. Pizze focacce e torte salate. Miriam Ferrari, 1992.


Ingredienti:

Pasta sfoglia già pronta;
2 dl di crema alla vaniglia;
2 dl di crema al pistacchio;
qualche piccolo biscottino secco;
qualche ciliegina candita;
1 uovo;
zucchero, burro e rum q.b.


In cucina:

coppapasta di due dimensioni



Procedimento:

Stendete la pasta sfoglia e ritagliatela con il coppapasta in tanti dischi, la metà incidetela ancora una volta con un coppapasta più piccolo, in modo da creare degli anelli. Pennellate col l’uovo i bordi dei dischi interi e appoggiate sopra ciascuno un anello di pasta, facendolo aderire bene (se desiderate torrette più alte, metterete due anelli), bucherellate la base e adagiatevi sopra dei fagioli, (che serviranno a non farla gonfiare) avete formato, così, le vostre torrette che adagerete su di una teglia da forno precedentemente imburrata e metterete nel forno preriscaldato a 200 gradi per circa 15 minuti. Quando saranno dorate e gonfie, tiratele fuori dal forno e mettetele a raffreddare su di una gratella. Appena fredde, cominciate a riempire le vostre torrette, metà con la crema alla vaniglia e pezzetti di ciliegia candita e metà con la crema al pistacchio, avendo cura di porre in quest’ultime un pezzetto di biscotto spruzzato di rum.

Consiglio:

Non gettate via la pasta sfoglia che toglierete per formare gli anelli, pennellatela con l’uovo, spolverizzatela di zucchero in granelli e cuocetela, avrete dei piccoli dolcetti che accompagneranno ad esempio il vostro caffè.