domenica 28 giugno 2015

Piccole Curiosità


Lo usiamo spesso per mangiare il budino, il gelato, una bella cioccolata in tazza. Deve il suo nome ad una conchiglia, che fu, appunto la sua antesignana, signori e signore, parliamo del cucchiaio!
Si hanno notizie del suo uso già presso gli antichi Egizi, che usavano questo arnese inciso e scolpito, per mescolare i cosmetici. Dobbiamo l’uso del cucchiaio, così come lo usiamo noi, ai Romani che ne avevano addirittura due tipi: la "ligula", simile, appunto, al nostro cucchiaio e il "cochlearium", arnese con il manico appuntito che veniva usato per aprire i gusci dei molluschi e forare le uova. Nel Medioevo e nelle epoche successive, il cucchiaio seguì l’evoluzione degli stili venendo spesso realizzato in metalli o in materiali preziosi e con lavorazioni artistiche, nel Rinascimento raggiunse il massimo dell’eleganza e dello sfarzo, per quello che riguarda le sue decorazioni.

I cucchiai, dice il galateo, hanno diverse forme e grandezze, una per ogni uso: il comune da minestra, il cucchiaino da caffè, riconoscibile dalla forma piccola; il cucchiaino da bibita con il caratteristico manico allungato; la palettina per il gelato, dalla tipica forma quadrata; il cucchiaino da zucchero, che ricorda la forma di una conchiglia; il cucchiaio da dolce e quello da tè.

Come si dispone il cucchiaio sulla tavola?
Il cucchiai grandi verranno apparecchiati a destra del piatto con la parte concava verso l’alto, il cucchiaio da dolce si posizionerà davanti al piatto, nella parte alta, al centro, in maniera orizzontale con il manico rivolto a destra (ricordate il cucchiaio chiude sempre la fila delle posate, ma come apparecchiare la tavola lo vedremo più avanti!).

(Bibliografia: Enciclopedia Universale Fabbri, Volume IV)

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