martedì 30 giugno 2015

La limonata tutta rosa


Abbiamo visto che lo spumante non va servito ai bambini, dal Manuale di Nonna Papera (Arnoldo Mondadori Editore Milano, 1970, Walt Disney Productions), eccovi la ricetta della “Limonata tutta rosa” una valida alternativa per i piccoli invitati!

Ingredienti :
3 limoni;
1 litro di acqua bollente;
5-6 cucchiai di zucchero;
1 tazza di succo di fragola o di lampone

Procedimento:

Mettere in infusione la buccia dei limoni nell’acqua bollente (per circa 20 minuti) e filtrate l’acqua. Aggiungete lo zucchero, il succo dei limoni e il succo di frutta. Quando lo sciroppo si sarà raffreddato mettetelo in bottiglia: potete conservarlo in frigorifero e servire aggiungendo acqua a volontà.

Le feste dei bambini


Mi capita sempre più spesso di veder organizzare le feste per i bambini in locali pubblici come pizzeria, cinema o fast food.
Nulla in contrario! Ricordate sempre, però, che la parola d’ordine per una festa ben riuscita è divertimento! Mettiamo, per esempio, che voi non amiate il cinema, ma che un vostro caro amico vi inviti a passare il suo compleanno proprio in un multisala; si ok, accetterete l’invito (o no?!!) ma assolutamente, dal vostro vocabolario scomparirà, almeno per tutto il tempo del film la magica parolina che abbiamo indicato sopra. Figuriamoci, quindi, se parliamo di bambini che saranno “obbligati” a stare zitti e buoni per tutto il tempo della proiezione. Se abbiamo il tempo e lo spazio necessario in casa, in terrazza o in giardino, non è molto più divertente organizzare una bella festa “casalinga”?
Vediamo come fare.
Gli inviti saranno fatti dal bimbo ai propri amichetti a voce o scritti su dei cartoncini che verranno creati dal piccolo insieme a tutta la famiglia. Il luogo della festa sarà la casa, sarà bene, quindi, togliere tutto ciò che può rompersi, che possa recare danno ai piccoli invitati. Banditi sono anche i tappeti e gli oggetti pregiati che verranno collocati in una stanza off-limits per i più piccoli. Se possibile, ricoprite poltrone e divani con tessuti colorati che poi laverete facilmente. In bagno non dovranno mancare sapone e asciugamani a volontà. Coinvolgete il bimbo nella preparazione della sua festa, portandolo a comprare tutto il necessario per “addobbare” la sala del Compleanno: dai festoni ai cappellini, dai piattini in plastica alle posate; il tutto dovrà rigorosamente essere scelto dal festeggiato, ricordate infatti che nel giorno del suo Compleanno sarà lui il padrone di casa. Allestite il salotto con i festoni, collocate i tavoli contro il muro e ricopriteli con mollettoni e tovaglie festose, fate più spazio possibile spostando divani e poltrone verso le pareti, preparate anche delle sedie dove i bimbi a turno potranno sedersi, utili saranno anche dei cestini collocati in giro per la casa, dove si potranno gettare i rifiuti.
Sul tavolo del buffet verranno disposti piatti con panini con prosciutto e salame, tramezzini e tartine. Graditissime saranno le olive denocciolate, i salatini e le patatine fritte che saranno serviti in insalatiere colorate. In altri piatti verrà disposta la pizza tagliata in tranci per poter essere mangiata in tutta tranquillità senza l’ausilio del coltello, non mancheranno piattini, tovaglioli, posate in plastica e bicchieri. Verrà preparato un altro piccolo tavolo con dei dolci: piccola pasticceria, crostate e cioccolatini. Per le bibite verranno preparate: aranciate, bibite analcoliche, succhi di frutta e acqua. La bottiglia di spumante accompagnerà la torta (per il “botto” che è sempre gradito e che “porta bene” in queste occasioni!!), ma il vino non verrà servito ai piccoli, sarà riservato ai genitori, con una fetta di torta quando torneranno alla fine della festa a riprendere i figli. Il cibo dovrà essere allestito 10-15 minuti prima dell’arrivo dei bambini. Il festeggiato al suonare del campanello riceverà gli amici, prenderà, ringraziando, i regali che scarterà subito. La mamma raccoglierà i cappotti (se siamo in inverno) e li collocherà nella sua camera disponendoli sul letto. A questo punto, quando tutti saranno arrivati, i bambini potranno cominciare a servirsi, per poter poi giocare e perché no, ballare tutti insieme!! Per rendere più movimentata ed interessante la festa, si possono anche organizzare dei piccoli giochi a premi che coinvolgeranno i bimbi e che quindi li faranno divertire (classici sono gli indovinelli), graditissimi, se l’età degli invitati lo permette, anche i giochi di società a squadre. Arriverà, a metà pomeriggio, il momento della torta che sarà scelta dal festeggiato secondo il suo gusto, sulla quale non devono assolutamente mancare le candeline e il suo nome. Si faranno sedere gli invitati che intoneranno il classico “Tanti Auguri”, si spegneranno le luci e finalmente entrerà la torta con già le candeline accese. Qui le foto sono d’obbligo! Il festeggiato soffierà sulle candeline, taglierà la prima fetta della torta e poi quando saranno pronte le porzioni le distribuirà agli amichetti. Se il compleanno del vostro piccolo si festeggia durante i mesi estivi, graditissimo sarà anche il servizio del gelato. La festa quindi continuerà con musica e divertimento fino all’ora stabilita in cui i genitori degli invitati torneranno a riprenderli. La mamma quindi farà accomodare i grandi e servirà loro spumante e torta. Alla fine del pomeriggio il festeggiato saluterà i suoi amici e aiuterà la mamma a riordinare la sala, questo lo responsabilizzerà e lo aiuterà a capire che è giusto aiutare chi si è prodigato per rendere indimenticabile e divertente la sua festa e che l’aiutare rientra nei doveri del buon padrone di casa. Ritrovate e tornare ad apprezzare (non solo per il Compleanno) il tempo per stare con i vostri cuccioli e questo sarà per voi e per loro il più bel regalo.

(Bibliografia: La mia cucina. Epidem/Istituto Geografico De Agostini-Novara)



Idea in più per gli inviti: Per i miei compleanni, mia mamma ha avuto sempre l’idea di scrivere gli inviti su dei palloncini! Si gonfia il palloncino, si scrive sopra con un pennarello il nome del festeggiato, l’indirizzo dove si svolgerà la festa e l’orario in cui questa avrà inizio, si sgonfiano poi i palloncini che verranno distribuiti dal festeggiato a scuola e a tutti i suoi amici.

lunedì 29 giugno 2015

I tartufi "Dei 100"


Non potevo non paragonare la Squadra dei 100 a quelli che sono i miei dolcetti preferiti! Dal nome si capisce subito che si parla dei tartufi dolci! Eccovi la mia personale ricetta, un po’ rivisitata, per l’occasione!

Ingredienti:

200 grammi di cioccolato fondente in tavoletta;
1,5 dl di panna;
1 cucchiaio di zucchero;
Cannella q.b.
½ Tazza di caffè;
100 grammi di granella di nocciole;
50 grammi di cacao amaro;
50 grammi di cacao zuccherato;
Codette colorate q.b.


Procedimento:

Riducete in scaglie il cioccolato fondente  e mettetelo in una casseruola, aggiungetevi la panna e mettete il composto a sciogliere a bagnomaria facendo attenzione che l’acqua non vi entri all’interno. Mescolate il tutto fino ad ottenere una crema fluida a cui aggiungerete il caffè e la cannella, a questo punto togliete la casseruola dal bagnomaria, continuate a mescolare finché la crema ottenuta non raffreddi e rimanga attaccata al cucchiaio di legno, aggiungete ora la granella di nocciola e continuate ad amalgamare gli ingredienti, mettete la crema in frigo per circa 15 minuti. Trascorso questo tempo potete cominciare a formare i vostri piccoli tartufi prendendo un po’ di crema e formando delle palline, alcuni li cospargerete di cacao amaro, altri di Codette colorate e altri ancora di cacao zuccherato, adagiateli nei pirottini e conservateli in frigo fino al momento di servire.


Alcune varianti:

Al composto, al posto del caffè, per rendere più “interessanti” i vostri tartufi, potete aggiungere, nella misura di un bicchierino, del liquore all’arancia, del marsala, dello cherry, della crema whisky, insomma quello che più vi piace! Ottima sarà la scelta della granella di mandorle al posto di quella di nocciole o, per i più esigenti, di scagliette di frutta candita.

E se l'autore di un libro...


J.D Salinger ha detto:” Quelli che mi lasciano senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle per poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”.
Come vi sentireste se tutto ciò capitasse a voi?
Beh.. posso raccontarvi come mi sono sentita io…4 Febbraio 2015.. l’inizio della mia più bella “avventura letteraria”.
Massimo Polidoro, giornalista, Docente Universitario di Metodo Scientifico e Psicologia dell’Insolito, Segretario Nazionale e co-fondatore del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e scrittore con oltre 40 libri pubblicati, mi ha scelta, insieme ad altre 99 persone per far parte della Squadra di Lancio (Squadra dei 100) del suo primo thriller: Il Passato è una Bestia Feroce, edito da Piemme, uscito il 3 Marzo. Ho avuto l’onore e il piacere di leggere il suo libro in anteprima.. per me è stato come aprire un regalo.. di quelli che non ti aspetti e che non credi che la vita possa mai donarti!
Ma veniamo al libro: leggere un thriller da criminologa, quale sono, avrebbe spento, sinceramente, tutta la magia. Mi sono così “spogliata” del mio ruolo e mi sono calata in tutto e per tutto in quello della lettrice, una lettrice diversa, una lettrice Sommelier (che come sapete lo sono anche nella vita). Paragonerei la storia (e la vita) del protagonista ad uno Champagne Francese, ottimo Champagne che ti stordisce alla sola vista della bottiglia… I colori sono netti, avvolgenti nelle loro mille sfumature… dal bianco della neve al grigio della malinconia, dal cielo terso…al rosso del sangue, il perlage è persistente, ogni bollicina evoca emozioni, ricordi, pensieri, riflessioni. La vera sorpresa però è l’ ”assaggio” che corrisponde in maniera quasi perfetta a quello già scoperto con l’esame visivo.. i sapori sono franchi, netti e ben armoniosi (descrizioni così precise da avvertire in bocca alcuni sapori e odori dei cibi descritti!). Non c’è dubbio una bottiglia di ottima annata.. riservata alle grandi occasioni, quella che aspetti una vita per aprirla e che ti hanno detto che più passerà il tempo più lo Champagne sarà migliore..ma, e qui scatta la ferocia del passato..“l’invecchiamento”( o meglio, il passato) della storia mi porta a pensare ad una bottiglia che Bruno (il protagonista, e che pensandoci bene potrebbe essere qualsiasi lettore del libro) ha regalato ad altri, una bottiglia che gli altri hanno aperto senza di lui.. o più semplicemente una bottiglia che non ha mai aperto, per lui, e che purtroppo non aprirà mai più..
Insomma.. un libro da bere, assaporando ogni pagina in cui non si farà fatica a ritrovare un po’ del nostro passato.. da non perdere assolutamente e visto che mi occupo di collezionismo, Il Passato è una Bestia Feroce è un volume con il quale si può tranquillamente arricchire la propria biblioteca o perché no, cominciarne una vera e propria di thriller. Prima di chiudere, sapendo che Massimo Polidoro leggerà questo mio articolo, desidero ringraziarlo pubblicamente per questa meravigliosa esperienza, ribadendo che per me è sempre stato e rimarrà una sorta di "Libro delle Risposte" (edizione e versione seria!), visto che grazie a lui, fin da piccola, ho imparato che c'è sempre una spiegazione o un altro punto di vista da cui guardare le cose.. e questa, a mio modestissimo parere, è la pietra su cui si fonda la vera democrazia delle idee e del sapere.

domenica 28 giugno 2015

Piccole Curiosità


Lo usiamo spesso per mangiare il budino, il gelato, una bella cioccolata in tazza. Deve il suo nome ad una conchiglia, che fu, appunto la sua antesignana, signori e signore, parliamo del cucchiaio!
Si hanno notizie del suo uso già presso gli antichi Egizi, che usavano questo arnese inciso e scolpito, per mescolare i cosmetici. Dobbiamo l’uso del cucchiaio, così come lo usiamo noi, ai Romani che ne avevano addirittura due tipi: la "ligula", simile, appunto, al nostro cucchiaio e il "cochlearium", arnese con il manico appuntito che veniva usato per aprire i gusci dei molluschi e forare le uova. Nel Medioevo e nelle epoche successive, il cucchiaio seguì l’evoluzione degli stili venendo spesso realizzato in metalli o in materiali preziosi e con lavorazioni artistiche, nel Rinascimento raggiunse il massimo dell’eleganza e dello sfarzo, per quello che riguarda le sue decorazioni.

I cucchiai, dice il galateo, hanno diverse forme e grandezze, una per ogni uso: il comune da minestra, il cucchiaino da caffè, riconoscibile dalla forma piccola; il cucchiaino da bibita con il caratteristico manico allungato; la palettina per il gelato, dalla tipica forma quadrata; il cucchiaino da zucchero, che ricorda la forma di una conchiglia; il cucchiaio da dolce e quello da tè.

Come si dispone il cucchiaio sulla tavola?
Il cucchiai grandi verranno apparecchiati a destra del piatto con la parte concava verso l’alto, il cucchiaio da dolce si posizionerà davanti al piatto, nella parte alta, al centro, in maniera orizzontale con il manico rivolto a destra (ricordate il cucchiaio chiude sempre la fila delle posate, ma come apparecchiare la tavola lo vedremo più avanti!).

(Bibliografia: Enciclopedia Universale Fabbri, Volume IV)